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Parrocchia

Parrocchia Sacro Cuore

Il 2 giugno 1967 Mons. D’Erchia dichiarava eretta la nuova parrocchia del Sacro Cuore.

Il 2 marzo 1975 Mons. Giacomo Palombella affida la cura della nuova parrocchia al sacerdote don Nicola Nardulli.

L’11 luglio 1979 viene posta la prima pietra nell’attuale Chiesa.

Il 24 gennaio 1982 la nuova chiesa viene inaugurata da Mons. Salvatore Isgrò


Diocesi

La Parrocchia del Sacro Cuore, in Acquaviva delle fonti, appartiene alla Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.

Tutte le informazioni sulla nostra Diocesi le trovate qui.

La nostra diocesi ha anche un Centro Diocesano Vocazioni con un dedicato spazio virtuale per l'informazione e attività vocazionali diocesane. Tutte le informazioni le trovate qui.

Dal 4 gennaio 2014 il nuovo Vescovo della nostra Diocesi è l'Arcivescovo Mons. Giovanni Ricchiuti.


Parroco: SAC. Andrea Wisniewski

Don Andrea - Basilica di San Pietro - Roma (Vaticano), 26 maggio 2013

Nel giorno della festa della Santissima Trinità Don Andrea concelebra nella Basilica di San Pietro in Vaticano sull'altare della Cattedra

(http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedra_di_San_Pietro )


Il 25 giugno 2013 abbiamo festeggiato con gioia il secondo anniversario dell'ordinazione di Don Vincenzo Saracino ed anche la sua nomina a rettore del seminario minore.


Don Nicola - Santa Marta concelebra con Papa Francesco,  23 ottobre 2013


Da L'Eco di Acquaviva n. 25/2014

Si è tenuta presso la Cappella di Casa Santa Marta, a Roma, giovedì 23 ottobre, la concelebrazione di Papa Francesco Bergoglio assieme a Don Nicola Nardulli. Il nostro sacerdote ci narra la vicenda ancora incredulo per ciò che è accaduto. Don Nicola, racconta di aver ricevuto, qualche mese prima, dalle mani del nostro arcivescovo, Mons. Giovanni Ricchiuti, una lettera da parte della Segreteria di sua Santità Francesco. Questa conteneva un invito, scritto personalmente dal Santo Padre, per concelebrare una messa affiancato da Don Nicola. Il Sacerdote, ancora incredulo, non ha saputo resistere a manifestare tutta la gioia che è nata nel suo animo. Così, giunta la tanto attesa giornata si è recato, il 22 ottobre, insieme a suo fratello, presso la piccola chiesa di Casa Santa Marta, a Roma, dove lo stesso Pontefice ha scelto di risiedere e celebra ripetutamente ogni mattina messa. Si tratta di una  piccola chiesetta, ci dice Don Nicola, che si presenta come una piccola dimora del Signore, incredulo persino lui stesso della semplicità con cui era adibita per la celebrazione. Essa poteva ospitare un massimo di 50 persone, che erano tutte tesserate per poter essere presenti all’avvenimento, proprio per questo era più che impossibile introdursi all’interno della chiesa. Alla messa hanno partecipato all’incirca 8 sacerdoti, come lo stesso Don Nicola, e una trentina di laici. La celebrazione è iniziata alle 7 in punto e terminata alle 7,30. La semplicità, ribadita più volte, si è presentata persino nella modalità con cui è stata strutturata la Celebrazione Eucaristica. Gli stessi sacerdoti sono rimasti in attesa dell’arrivo del Pontefice, il quale senza nessun avviso o canto di ingresso, si è incamminato sull’altare. I sacerdoti, infatti, non si sono accorti della sua immediata presenza, pur essendo ad un minimo di un metro dall’altare. La celebrazione è andata avanti direttamente con la prima e seconda lettura ed il Vangelo. Al termine di quest’ultimo Papa Bergoglio si è avviato verso la comunità e ha commentato la lettera  agli Efesini in cui San Paolo descrive la sua esperienza di Gesù. Un’esperienza “che lo ha portato a lasciare tutto” perché “era innamorato di Cristo”. “Il cristiano è un uomo o una donna che sa aspettare Gesù e per questo è uomo o donna di speranza”. “Non si può essere cristiani, senza la grazia dello Spirito” che ci dona la forza di amare. Lo ha ribadito Papa Francesco all’omelia della Messa del mattino. Col suo sacrificio, ha affermato il Papa, Cristo ci ha resi "amici, vicini, in pace". Ancora una volta è stata ribadita la semplicità della celebrazione attraverso l’assenza di canti durante la Messa. Al termine di essa, un uomo, forse lo stesso segretario del Papa, ha comunicato ai laici e ai sacerdoti, che il Santo Padre si era spostato nella camera antistante e per chiunque avesse voluto, era possibile recarsi a conferire con lui. Nessuno, come del resto si può immaginare, ha ignorato quest’ultima possibilità, e ogni sacerdote si è indirizzato, in fila, verso l’entrata della stanza. Ed ecco giunto il turno di Don Nicola, che credeva ancora un sogno tutto ciò. Il parroco, dopo aver baciato la sua mano, come unico segno di saluto e ringraziamento, visto il rifiuto del prostrarsi ai suoi piedi da parte del Pontefice, proprio per il suo sentirsi alla pari di tutti, ha espresso il desiderio di poter pregare per tutti i sacerdoti e per la sua comunità insieme al Santo Padre. Ciò che ha fatto accrescere ancora di più l’ammirazione verso il Papa è stato il suo porsi come un vero e proprio fratello. Questo ancora una volta ha confermato che il Papa è la vera e propria figura di Dio portata sulla terra. “Questa è stata una delle giornate più importanti e significative per un povero parroco come me” ha ribadito Don Nicola, “dopo tutti questi anni mi sono sentito ancora più vivo e libero nel mio animo, ringrazio tutti voi per avermi donato questa grande possibilità, e per aver fatto sì che il mio sogno si potesse realizzare. Grazie”.
Adriana Maiulli
Acquaviva delle Fonti, 05/11/2014 ore 23.45


Dal giornale Famiglia Cristiana
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La comunità del "Sacro Cuore" saluta l'amatissimo

DON NICOLA NARDULLI

e lo ringrazia per la sua missione pastorale vissuta negli anni con fede,

preghiera e dedizione...

rimarrai nei nostri cuori.